Nascita ed evoluzione del metodo Yin Yang

Come nasce questo metodo? L’idea di applicare il concetto di Yin Yang come mezzo per sviluppare uno stile personale è stata portata alla luce per la prima volta da Belle Northrup, insegnante di Arti Applicate alla Columbia University.

Nel 1936 la Northrup scrisse un articolo intitolato “An Approach to the Problem of Costume and Personality” in cui, cercando di affrontare il problema della coniugazione tra l’aspetto emotivo della persona e lo stile d’abbigliamento individuale, propose di adottare gli antichi principi di Yin e Yang applicandoli sia all’estetica del corpo che ai tratti della personalità, per un approccio globale.

Successivamente, Harriet T. McJimsey, professoressa di Moda e Tessuti presso l’Università dello Stato dell’Iowa, raccolse queste idee rivoluzionarie e le sviluppò ulteriormente. Nel suo libro del 1963 intitolato “Art in Clothing Selection”, offrì uno sguardo più ampio dello spettro di Yin e Yang con la creazione di 6 archetipi dello stile: Dramatic, Natural, Classic, Romantic, Gamine e Ingénue.

Ogni archetipo del sistema di Harriett McJimsey rappresentava il modello di una persona con un equilibrio Yin Yang differente: gli archetipi avrebbero aiutato le persone ad immedesimarsi in uno o più di questi, per capire come scegliere lo stile più appropriato in cui fondere interiorità ed esteriorità .

Negli anni Ottanta la metodologia Yin Yang raggiunse la popolarità grazie alla pubblicazione del libro “Metamorphosis”, scritto dallo stylist newyorkese David Kibbe. Kibbe modificò in molte parti la teoria della McJimsey, costruendo il suo metodo basato su 5 archetipi puri (Dramatic, Romantic, Classic, Natural, Gamine; tolse l’archetipo Ingénue) e 8 archetipi ibridi , formati dalla somma di due archetipi. Il libro fu un enorme successo, perché offrì delle indicazioni di styling molto dettagliate e la possibilità di fare un test per capire il proprio bilancio fisico Yin Yang.

 

Il quadro si arricchì ulteriormente con l’aggiunta di un settimo archetipo, quello dell’Ethereal, teorizzato da John Kitchener, stylist e consulente del colore, direttore del Personal Style Councelors ad Atlanta. Kitchener, forse per differenziare il suo approccio da quello di Kibbe, sostituisce la parola “archetipo” con “essenza”.

Nel sistema teorizzato da John Kitchener, abbiamo tre archetipi a maggioranza Yang, tre a maggioranza Yin e l’archetipo Classic che si fonda sul perfetto equilibrio tra i due opposti.

 

Quali archetipi vengono adottati nelle mie analisi di stile?

Esattamente come Harriett McJimsey, credo che ogni individio sia un mix di due o tre archetipi in percentuali diverse, e che la loro fusione ci dia i mezzi per creare uno stile unico per ogni persona.